sabato,20 ottobre, 2018
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QUELLA SINISTRA PROFEZIA DELL’ALLORA PRESIDENTE DEGLI INDUSTRIALI DI GENOVA: “TRA DIECI ANNI IL PONTE MORANDI CROLLERÀ”

Non gli farà piacere essere chiamato la Cassandra di Genova. Purtroppo ciò che è accaduto oggi, il crollo del ponte Morandi, lui l’aveva previsto sei anni fa.

Giovanni Calvini, ex presidente degli industriali di Genova, nel dicembre 2012 lo disse a chiare lettere: “Quanto tra dieci anni il Ponte Morandi crollerà, e tutti dovremo stare in coda nel traffico per delle ore, ci ricorderemo il nome di chi adesso ha detto no”. Si riferiva al “no” alla Gronda, un progetto autostradale che prevedeva la realizzazione di tre grandi opere. Calvini era arrabbiato nero con politici e amministratori che si erano opposti alla realizzazione dell’opera. Non sono passati sei anni ma appena sei e il ponte è venuto giù.

Il presidente di Confindustria fu tra i primi a dichiarare pubblicamente l’emergenza, chiedendo che fossero adottate con urgenza tutte le misure necessarie, fino alla realizzazione della Gronda, per alleggerire il traffico. La “profezia” di Calvini fu citata persino in un dibattito in in Consiglio comunale, nella seduta del 4 dicembre 2012. L’Huffington Postriporta quanto dichiarato dal consigliere Paolo Putti (M5S): “La mia sarà una mozione d’ordine. Ho appreso solo questa mattina di alcuni articoli di giornale… Leggo, questa mattina, su un quotidiano genovese, il quale dice che il Presidente della Confindustria di Genova dice: ‘Ci ricorderemo di chi dice no alla Gronda’. Io allora colgo l’occasione per manifestare il mio sentimento di rabbia rispetto a questa affermazione e devo dire anche un po’ di stupore e poi, per facilitare la cosa, indicando il mio nome e cognome: Paolo Putti, consigliere del Movimento 5 Stelle, uomo libero che non ha voglia di fare carriera politica, non è questa la mia ambizione, che non ha interessi personali o di bottega, ma il solo interesse di fare il bene della comunità in cui vive e tra le persone che vivono nella mia comunità ci sono anche quegli imprenditori che io, credo, fra 10 anni, andranno a chiedere come mai si sono sperperati 5 miliardi di euro che si potevano utilizzare per fare delle cose importanti per l’industria. Aggiungo. Magari questa persona dovrebbe, prima di utilizzare questo tono, un po’ minaccioso (diciamo così) perché testualmente dice ‘Ci ricorderemo il nome di chi adesso ha detto no!’, informarsi perché dice che il Ponte Morandi crollerà fra 10 anni. A noi Autostrade, in quest’aula, ha detto che per altri 100 anni può stare in piedi. Per fortuna gli ha risposto, sullo stesso quotidiano, l’Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, che ha detto il perché ci sono queste situazioni di dubbi etc.: “perché è connaturato alle democrazie immature dove la prevalenza dei diritti forti di pochi, rispetto agli interessi collettivi, prevale agli interessi collettivi di molti.”

Fonte: qui

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