sabato,20 ottobre, 2018
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CHIUSI TRE RISTORANTI ETNICI A NAPOLI: “CONDIZIONI IGIENICHE ALLARMANTI”

Condizioni igieniche pessime, alimenti mal conservati, senza indicazione della scadenza e della provenienza, olio esausto nelle friggitrici, utilizzato non si sa quante volte.

Di sicurezza nemmeno a parlarne: in un locale dei cavi elettrici volanti passavano addirittura attraverso le tubazioni degli scarichi fognari. In questo stato gli agenti della polizia municipale di Napoli hanno trovato tre ristoranti etnici a Napoli e li hanno sottoposti a sequestro. I provvedimenti sono scattati nell’ambito di un’operazione eseguita con il supporto di personale della Polizia di Stato nel Vasto, zona adiacente a piazza Garibaldi dove nel tempo si sono radicati molti degli immigrati approdati a Napoli che lì hanno avviato attività commerciali di diverso tipo. Negli ultimi anni le insegne in arabo hanno soppiantato quelle in cinese. E talvolta nemmeno ci sono: tra un basso e l’altro, in qualche appartamento di palazzi residenziali, si aprono cucine pronte a sfornare pietanze etniche al pubblico pagante. I locali chiusi negli ultimi giorni dalla Municipale si trovavano in via Torino.

In uno si esercitavano tre diverse attività su più livelli: in complessivi 400 metri quadrati di spazio si svolgevano pianificazione, preparazione e somministrazione al pubblico di alimenti, vendita al dettaglio di carni. Ma, secondo quanto accertato dai caschi bianchi, le condizioni igienico sanitarie erano allarmanti. Non c’era un sistema di filtraggio idoneo e omologato, per cui i fumi prodotti dalla cottura dei cibi si riversavano nelle sale interne e finivano per appestare anche l’esterno. Nessun documento in grado di rendere tracciabili i rifiuti speciali prodotti. Nel frigo non c’era un indicatore della temperatura, e gli alimenti, mescolati tra loro, non riportavano etichette con informazioni su provenienza e scadenza.

Situazione simile in un altro ristorante, dove il sistema di filtraggio dei fumi era assente e gli alimenti erano conservati in un frigo che non funzionava. Inoltre, le vasche per la frittura contenevano olio praticamente esausto, per il numero di volte in cui era stato usato, olio che trasbordava e rendeva i pavimenti scivolosi e quindi pericolosi, impraticabili anche per chi ha eseguito i controlli. Una chimera, anche in questo caso, pensare di poter visionare documenti sullo smaltimento dei rifiuti prodotti.

Un altro locale sequestrato era stato adibito a cucina al piano interrato di un palazzo. Le condizioni igieniche erano pessime, il sistema di aspirazione dei fumi era fuori uso e dotato di filtri mai sostituiti. In più, l’impianto elettrico non era a norma: dei cavi volanti passavano addirittura attraverso le tubazioni degli scarichi fognari.

Fonte: qui

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