giovedì,16 agosto, 2018
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PITTURA ROSSA, NUOVA PROVOCAZIONE ANTI-SALVINI: “SAVIANO DIETRO LE SBARRE”

Una nuova provocazione. L’ennesima. Che va ad aggiungersi alle magliette rosse, alle mani rosse e alle cartoline. Ora l’idolo è diventato Roberto Saviano, che viene addirittura “dipinto” dietro le sbarre. Infatti viene rappresentato così nell’opera di Cristina Donati Meyer affissa – guarda caso – proprio sotto la casa milanese di Matteo Salvini. Il quadro, dal titolo Sogno di un ministro in una notte di mezza estate, «cita Shakespeare, ma allude direttamente alla denuncia penale che Salvini ha presentato contro lo scrittore Roberto Saviano» scrive l’artista su Facebook.
Nella querela Salvini spiega che con un post datato 22 giugno Saviano «continua a definirmi… ministro della Malavita…».

 Nella denuncia si fa notare come la questione abbia avuto «grande risonanza e immediata eco sugli organi di stampa nazionali e internazionali» e che le dichiarazioni dello scrittore (si fa riferimento anche a una intervista in cui Saviano aveva adombrato uno «scandaloso patto di non aggressione tra ‘ndrangheta e ministero dell’Interno italiano») siano al di fuori «di qualsivoglia esercizio lecito del diritto di critica». Anzi – precisa Salvini – vi è «una gratuita aggressione alla mia persona, infamante e umiliante, travalicandosi palesemente il legittimo limite del dissenso sulle iniziative amministrative poste in essere dal Gabinetto a cui appartengo». Alla denuncia sono allegati i post e l’intervista al Süddeutsche Zeitung con le affermazioni che Salvini ritiene «lesive dell’onore e della reputazione del sottoscritto e del Ministero dell’Interno stesso».

Ma la sinistra fa finta di non capire, la campagna di fango deve continuare e c’è chi cade nel tranello, con le solite motivazioni. Per Cristina Donati Meyer «una battaglia culturale e politica dovrebbe essere esente dalla chiamata in causa di tribunali e caserme. Il Ministro degli Interni dovrebbe avere un ruolo istituzionale scevro da chiamate in tribunale o richieste di ammanettare la gente (cosa che Salvini ha fatto sia nei confronti di migranti, sia verso Saviano). Altrimenti, il prossimo passo è l’olio di ricino somministrato a chi ne contesta, anche aspramente, le politiche».

«Non condivido tutte le opinioni espresse da Saviano (come quelle sull’amministrazione napoletana di De Magistris o le uscite stucchevoli sulla questione israelo-palestinese) – precisa l’artista – ma il diritto all’espressione del mondo della cultura e dell’arte non può essere messo a repentaglio dalle minacce di querele, di manette o di manganelli. Oggi sono dalla parte di Saviano». In serata l’opera è stata donata alla città e affissa sui Navigli a Milano. «Spesso l’arte anticipa la realtà o, come in questo caso, la esorcizza – ha scritto Saviano in un post su Facebook – Grazie a Cristina Donati Meyer per il Sogno di un ministro in una notte di mezza estate». Lo scrittore è contento, maglietta rossa galvanizza i fedelissimi.

Fonte: qui

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