sabato,20 ottobre, 2018
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USA, ARMI CON STAMPANTE 3D? IL GIUDICE BLOCCA IL VIA LIBERA

Un giudice federale negli Stati Uniti ha bloccato la pubblicazione online delle istruzioni per fabbricare pistole con la stampante 3D. L’ingiunzione è arrivata dopo la diffusione delle istruzioni da parte dell’azienda texana Defense Distributed, il cui proprietario è un noto sostenitore del possesso di armi. Otto Stati si erano appellati contro il via libera della pubblicazione e anche il presidente Donald Trump si era espresso in maniera contraria.

Nonostante la sua amministrazione avesse dato il via libera alla diffusione online di tali istruzioni, martedì il presidente Donald Trump aveva scritto su Twitter: “Sto esaminando la vendita al pubblico delle pistole in plastica (stampate) in 3D. Ho già parlato con la Nra (la lobby delle armi, ndr), non mi sembra che abbia molto senso!”.

La questione è controversa perché quelle istruzioni permetterebbe alle persone di ritrovarsi con armi fatte in casa, senza essere tracciate e senza dover essere sottoposte ai consueti controlli.

Il giudice distrettuale degli Stati Uniti, Robert Lasnik, ha accolto a Seattle la mozione dei ricorrenti per un ordine restrittivo temporaneo che ha bloccato così il rilascio online delle istruzioni programmando un’udienza per il 10 agosto.

La pistola fabbricata con la stampante 3D è infatti un’arma “fantasma”, di plastica, invisibile ai metal detector, il cui manuale di realizzazione fai-da-te diffuso online avrebbe potuto causare, come riferito dal giudice Lasnik, “danni irreparabili ai cittadini degli Stati Uniti”.

“Ci sono stampanti 3D nelle scuole, negli spazi pubblici e il rischio concreto di danni irreparabili”, ha spiegato il giudice. E a nulla è servito – almeno per ora – ai legali dell’azienda appellarsi al Primo e Secondo emendamento, che sanciscono la libertà di espressione e il diritto a possedere armi. Nel 2013 Cody Wilson, fondatore e proprietario della Defense Distribuite, era stato già obbligato dalle autorità statunitensi a rimuovere dal web le istruzioni della sua “Liberator”: indicazioni dettagliate per produrre in casa (o in altro luogo), con l’uso di una stampante tridimensionale, la pistola di plastica dura pronta a sparare.

In una dichiarazione scritta, il procuratore generale di New York, Barbara Underwood, ha definito la sentenza “una grande vittoria per il buon senso e la sicurezza pubblica. Come abbiamo discusso nella causa che abbiamo depositato, è semplicemente folle dare ai criminali gli strumenti per costruire pistole stampate 3D non rintracciabili e non rilevabili, ma è esattamente ciò che l’amministrazione Trump aveva deciso di consentire”.

Fonte: qui

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