lunedì,20 agosto, 2018
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RIEMERGE DAL “DIMENTICATOIO” VAROUFAKIS PER INSULTARE SALVINI: “FASCISTA CHE FA GUERRA ALLA CIVILTÀ”

Yanis Varoufakis inizia la campagna elettorale in vista delle elezioni europee del 2019, quando si vocifera che si candiderà in Germania con la sua lista “Diem 25”.

E apre le danze attaccando il nuovo punto di riferimento della destra europea: Matteo Salvini. Lo fa con parole durissime, nel corso di un colloquio con l’Huffington Post a margine di un incontro a Roma. Il nuovo ministro dell’Interno è definito “fascista” e il suo operato dipinto con toni violenti: “Ha dichiarato guerra alla civiltà. Ha predicato xenofobia in tutta la campagna elettorale, ora passa ai fatti. Dov’è la sorpresa? Il problema sta nel consenso che ha, ma non si può votare per lui e poi scandalizzarsi…”.

L’ex ministro delle Finanze della Grecia si affanna a percorrere l’Europa in lungo e in largo, nell’ambito del tour elettorale della sua lista transnazionale per una “alternativa europea, prima che l’Europa mangi se stessa”. In quest’ottica non è un caso che sia proprio la Germania, considerata a torto o a ragione la “grande punitrice” della Grecia negli anni duri della Troika, il Paese scelto da Varoufakis.

Il sogno sarebbe quello di correre per la poltrona di presidente della Commissione Ue: un presidente, naturalmente, rivoluzionario. Un presidente che porti la lotta ai poteri forti nel cuore della nazione simbolo dell’establishment europeo, nella rocca dello status quo imperniato intorno all’asse franco-tedesco. Prima bisognerà passare dalle primarie online, previste per il prossimo autunno, ma la candidatura dell’economista ellenico è forte.

Gli alleati italiani di Varoufakis: Pizzarotti e De Magistris

Alleato con l’inglese Jeremy Corbyn e con il fondatore di Wikileaks Julian Assange, in Italia Varoufakis può contare sul supporto di due sindaci dell’area della sinistra dissidente: il primo cittadino di Napoli Luigi De Magistris e quello di Parma Federico Pizzarotti. L’obiettivo, nemmeno troppo nascosto, è quello di corteggiare alcune frange del MoVimento Cinque Stelle fra le più insofferenti alla virata a destra del nuovo esecutivo di coalizione con la Lega.

“Sui singoli temi parliamo con tutti ma non con i fascisti – argomenta l’ex ministro del governo Tsipras – con i Cinque Stelle per esempio possiamo parlare del reddito di cittadinanza.” Ad Atene Diem 25 arriva appena al 5%. In Italia la china da risalire è ancora più erta.

Fonte: qui

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