martedì,19 giugno, 2018
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PROMETTEVANO AGLI ADEPTI UNA DIETA MIRACOLOSA E NEL FRATTEMPO LI SCHIAVIZZAVANO: SMANTELLATA UNA PERICOLOSA SETTA DALLA POLIZIA TRA LE MARCHE E L’EMILIA

Riducevano in schiavitù gli adepti attraverso il rigido controllo dell’alimentazione. Per questo 5 persone (tra cui un noto imprenditore) appartenenti ad una setta che operava nel campo dell’alimentazione macrobiotica tra le Marche e l’Emilia Romagna, sono state denunciate dalla polizia con accuse che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù ai maltrattamenti, dalle lesioni aggravate all’evasione fiscale.

Sul caso hanno indagato le squadre mobili di An cona e Forlì, supportate dal Servizio centrale operativo. L’inchiesta è scattata all’inizio del 2013 dopo la denuncia di una ragazza: ai poliziotti la giovane ha raccontato di aver creduto ai benefici miracolosi promessi dal capo della setta – un noto imprenditore del settore macrobiotico – secondo cui la sua dieta sarebbe stata in grado di guarire malattie incurabili.

Donazioni ed evasione fiscale

Attraverso il controllo dell’alimentazione e la negazione dei contatti con il mondo esterno, la setta era riuscita a gestire ogni aspetto della vita degli adepti, fino a pretendere da loro diverse donazioni di denaro. Agli indagati vengono anche contestati una serie di reati di natura finanziaria per aver evaso il pagamento delle tasse per centinaia di migliaia di euro.

Asservimento

Le indagini della polizia hanno accertato che l’obiettivo della setta era un asservimento totale delle vittime, attraverso il rigido stile di vita imposto dal maestro con le cosiddette diete MA.PI (dal nome del “guru”), gradualmente sempre più ristrette e severe, e le lunghe conferenze tenuto dallo stesso, in cui si parlava per ore della forza salvifica della sua dottrina alimentare.

Tutta la vita degli adepti era gestita dal maestro che, avvalendosi dei suoi collaboratori che formavano la “segreteria”, con “capizona” e “capicentri”, dislocati in varie parti d’Italia, li manovrava emanando le sue direttive dai “Punti Macrobiotici”.

Sfruttamento

Le vittime venivano convinte ad abbandonare il loro lavoro e in genere ad abiurare la precedente vita e a “lavorare” per l’associazione in segno ringraziamento per il messaggio salvifico ricevuto; di fatto si trattava di sfruttamento. Tutti erano costretti a lavorare per molte ore e, nella migliore delle ipotesi, sottopagati.

Fonte: qui

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