lunedì,24 settembre, 2018
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PAPA FRANCESCO PENSA SEMPRE AI MIGRANTI, L’ULTIMO APPELLO: “SUPERATE LE PAURE E ACCOGLIETE”

“Quest’anno ho voluto celebrare la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato con una Messa a cui siete invitati in particolare voi, migranti, rifugiati e richiedenti asilo.

Alcuni siete arrivati da poco in Italia, altri da molti anni siete residenti e lavorate, e altri ancora costituiscono le cosiddette ‘seconde generazioni'”. Durante l’omelia della Santa Messa celebrata nella basilica Vaticana, papa Francesco è tornato a lanciare un appello all’accoglienza e all’integrazione a tutti i fedeli. Se agli stranieri, che arrivano in Italia e in Europa, ha chiesto il rispetto delle leggi che vigono nei Paesi che li ospitano, agli occidentali ha chiesto di superare le proprie paure. “Nell’incontro vero con il prossimo – ha chiesto – saremo capaci di riconoscere Gesù Cristo che chiede di essere accolto, protetto, promosso e integrato?”.

La paura sembra condizionare i rapporti tra i migranti e le comunità che li accolgono. Ne è convinto Bergoglio che nell’omelia di oggi è tornato a chiedere a chi è chiamato ad accogliere gli stranieri di “comprendere le loro paure e apprensioni per il futuro”. Il Santo Padre capisce, però, anche la paure delle comunità locali. A loro riconosce che “non è facile entrare nella cultura altrui, mettersi nei panni di persone così diverse da noi, comprenderne i pensieri e le esperienze. E così spesso rinunciamo all’incontro con l’altro e alziamo barriere per difenderci”“Le comunità locali a volte – ha osservato – hanno paura che i nuovi arrivati disturbino l’ordine costituito, ‘rubino’ qualcosa di quanto si è faticosamente costruito”.

Dunque, da una parte ci sono le paure dei nuovi arrivati che, ha elencato papa Francesco, “temono il confronto, il giudizio, la discriminazione, il fallimento”. E dall’altra quelle di chi teme di vedere modificata la propria situazione da questi arrivi. “Queste paure – ha scandito il Pontefice – sono legittime, fondate su dubbi pienamente comprensibili da un punto di vista umano”“Avere dubbi e timori – ha spiegato – non è un peccato. Il peccato è lasciare che queste paure determinino le nostre risposte, condizionino le nostre scelte, compromettano il rispetto e la generosità, alimentino l’odio e il rifiuto”. Secondo Bergoglio, dunque, “il peccato è rinunciare all’incontro con l’altro, con il diverso, con il prossimo, che di fatto è un’occasione privilegiata di incontro con il Signore”. In questa ottica, ha spiegato, “per le comunità locali, accogliere, conoscere e riconoscere significa aprirsi alla ricchezza della diversità senza preconcetti, comprendere le potenzialità e le speranze dei nuovi arrivati, così come la loro vulnerabilità e i loro timori”.

“Nel mondo di oggi, per i nuovi arrivati, accogliere, conoscere e riconoscere significa conoscere e rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti”. In occasione della Giornata mondiale del Migrante e del rifugiato, la Basilica di San Pietro era gremita di stranieri. Ed è stato anche a loro che papa Francesco ha voluto parlare chiaramente. “Per tutti voi – ha spiegato il Pontefice – è risuonata in questa assemblea la Parola di Dio, che oggi ci invita ad approfondire la speciale chiamata che il Signore rivolge ad ognuno di noi. Egli, come ha fatto con Samuele ci chiama per nome e ci chiede di onorare il fatto che siamo stati creati quali esseri unici e irripetibili, tutti diversi tra noi e con un ruolo singolare nella storia del mondo”.

Fonte: qui

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