lunedì,24 settembre, 2018
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L’ULTIMA INVASIONE DI CAMPO DELLA UE: “I CONIUGI GAY VANNO RICONOSCIUTI ANCHE DOVE LA LEGGE LO VIETA”

L’ultimo delirio dell’Europa che legifera e interpreta le leggi di altri paesi, riguarda i matrimoni omosessuali. La nozione di coniuge, per quanto riguarda la libertà di soggiorno dei cittadini dell’Ue e dei loro familiari, comprende i coniugi dello stesso sesso.

Pertanto, anche se gli Stati membri sono liberi di autorizzare o meno il matrimonio tra persone dello stesso sesso, non possono ostacolare la libertà di soggiorno di un cittadino dell’Ue rifiutando di concedere al suo coniuge dello stesso sesso, cittadino di uno Stato non Ue, un diritto di soggiorno permanente sul loro territorio.

È quanto conclude l’avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Ue Melchior Wathelet, in una causa relativa ad una controversia tra le autorità rumene e una coppia di uomini, uno rumeno e l’altro americano. Le conclusioni dell’avvocato generale non impegnano la Corte, ma forniscono una possibile soluzione giuridica alla causa.

La vicenda riguarda Relu Adrian Coman, rumeno, e Robert Clabourn Hamilton, cittadino Usa, che hanno convissuto per quattro anni negli Stati Uniti, prima di sposarsi a Bruxelles nel 2010. Nel dicembre 2012 Coman e Hamilton hanno chiesto alle autorità rumene i documenti necessari perché Coman potesse lavorare e soggiornare in modo permanente in Romania con il suo sposo.

La domanda si basava sulla direttiva relativa alla libertà di circolazione, che permette al coniuge di un cittadino dell’Ue di raggiungere la propria metà nello Stato membro in cui soggiorna. Le autorità rumene, tuttavia, hanno rifiutato di concedere a Hamilton il diritto di soggiorno, in particolare perché non poteva essere qualificato in Romania come “coniuge” di un cittadino Ue, dato che Bucarest non riconosce i matrimoni omosessuali.

Fonte: Qui

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