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GUAI PER VALENTINO ROSSI, I SUOI EX CUSTODI LO PORTANO IN TRIBUNALE: “CI DEVE 114MILA EURO DI ARRETRATI”

Valentino Rossi in lite (legale) con gli ex custodi della sua vitta in strada dei Mandorli a Tavullia.

Victor Untu e Jigan Zinaida, 62 e 60 anni, nazionalità moldava, si sono rivolti infatti al giudice del lavoro di Pesaro per ottenere circa 114mila euro dal campione di MotoGp, una cifra che – secondo loro – deriverebbe da strordinari mai pagati per 5 anni e sei mesi di indennità risarcitoria.

Riavvolgiamo il nastro. Come racconta oggi il Resto del Carlino, la villa di Tavullia era di proprietà della Domus Mea, la società (il cui legale rappresentante è Graziano Rossi) che deteneva l’immobile. La bella casa è passata quindi nelle piene mani di Valentino e i due costudi, dopo 10 anni di servizio, sono stati licenziati.

Niente di strano. Solo che i due coniugi moldavi chiedono al campione un risarcimento. Per la precisione, l’indennità di sei mesi (calcolata sui due stipendi – 2.600 euro lui, 1.600 lei) più gli straordinari da 89mila euro.

Ovviamente Rossi (e i suoi avvocati Virgilio Quagliato e Giacomo Cancellieri) non intendono pagare: non solo negano che i due custodi abbiano fatto straordinari (mai richiesti), ma anche che fossero loro a realizzare i lavori di manutenzione dell’enorme giardino a 20mila metri quadrati.

Diversa la posizione di Mario Del Prete, legale dei coniugi moldavi.

“Ho chiesto al giudice di interrogare Valentino Rossi perché confermi di aver detto nel 2006, al signor Untu, di espletare tutto il lavoro necessario per il buon mantenimento e conservazione del complesso come se fosse casa sua – ha detto al Resto del Carlino – Chiediamo che il giudice condanni in solido i Rossi, padre e figlio, al pagamento di quanto spetta ai miei clienti, licenziati in maniera traumatica il 24 dicembre e il 27 dicembre del 2016”.

Secondo l’avvocato Del Prete, i due custodi avrebbero realizzato orari di lavoro dalle 6.30 alle 21.30 in estate e dalle 8.30 alle 18.30 in inverno.

Fonte: Qui

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