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SALVINI CHIAMA BERLUSCONI: “SUL #CENTRODESTRA CHE VERRÀ BISOGNA FISSARE PALETTI…”

Cosa si può definire centrodestra? Da quel che sappiamo, ha ragione il leader della Lega, i suoi interlocutori devono essere stati necessariamente all’opposizione dei Governi fantoccio di centrosinistra che si sono susseguiti da Monti in poi, evitando di riciclare chi sino al giorno prima è stato a brindare col PD su banche e provvedimenti di vario genere.

Quale credibilità potrebbe mai avere un progetto che si basasse sui riciclati last minute, che lasciano la poltrona dell’attuale maggioranza, per ritrovarsi su un’eventuale nuova maggioranza di colore opposto? Che valore aggiunto ci portano le quarte, quinte, seste gambe di coalizione, che frantumano solo le ossa del consenso e della credibilità?

Ad oggi solo Fratelli d’Italia e più tenuamente Forza Italia (spesso in crisi bipolare), possono essere alleati di un Carroccio trainante  che il 4 Marzo punta a raccogliere i cocci di un Paese dilaniato.

Salvini ha già presentato un programma, lucido, con intenti chiari ed obiettivi precisi. La legge Fornero è il primo obbrobrio da mondare, e subito Flat Tax, con una aliquota che sia figlia di non ciò che appare “credibile”, ma di ciò che è realmente utile e fattibile per liberare milioni di cittadini dalle ganasce fiscali. Abortire qualsivoglia progetto di Ius Soli e cittadinanza facile, regolamentare la prostituzione, ridefinire la buona scuola, stanare clandestini e migranti del welfare, per garantire vera dignità e coerenza sull’accoglienza.

E ancora, smussare le gravi storture del Jobs Act, ridare tutela e dignità ai lavoratori che oggi sono soltanto una voce di bilancio liquidabile per indennizzo. Su questo si è trovata una intesa nazionale con la UGL. Introdurre il vincolo di mandato, rendere davvero serio il rapporto eletto-elettore e non scrivere sull’acqua incostituzionali multe simboliche alla 5stelle.

Ovviamente si è carichi di aspettative, ma il rischio palude è sempre dieto l’angolo. Le coalizioni si sa, per definizione sfumano e blandiscono, con lo scopo solito di partorire il topolino. Se si dovesse ottenere una vittoria chiara nelle urne, poi non ci saranno scuse che tengano.

Berlusconi per vent’anni ha dato colpe ai Casini, ai Fini, ai “La Qualunque” di turno, e la rivoluzione liberale è rimasta sempre a mezz’asta. Dalla discesa in campo ai suoi Esecutivi I, II, III, IV, lunghi quasi quanto la saga di Rocky, non siamo riusciti mai a mandare K.O. il leviatano burocratico.

Salvini ha il merito di avere ricostruito la fiducia in quest’area, una chance per non perire nell’inconsistenza dei pentastellati o di ripiombare nell’incubo PD.

Fonte: qui

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