lunedì,23 luglio, 2018
Breaking News

BECCHI: ALTRO CHE PARLAMENTARIE, È NATO IL “PARTITO DEL CAPO”. DALL’UNO VALE UNO ALL’IO SONO IO E VOI NON CONTATE UN CAZZO

Si è votato in rete fino alle 17 di ieri, mandando in tilt il sito perla raccolta delle candidature.

Migliaia sono stati infatti coloro che si accingono a diventare i nuovi deputati e senatori a 5 Stelle per la prossima Legislatura. Sul blog di Grillo si legge che «tantissime persone stanno partecipando a questa prova di democrazia». Ma è davvero così?

Proprio pochi giorni fa il Movimento 5 Stelle cambiava le regole del proprio Statuto e del codice etico,peraltro senza neppure consultare gli iscritti. Ma cosa prevedono queste nuove regole? Tutti coloro che hanno presentato la propria auto-candidatura dovevano iscriversi alla nuova associazione (denominata «Movimento 5 Stelle») e sottoscrivere il nuovo codice etico, che prevede una multa da centomila euro per chi, una volta eletto, dovesse cambiare casacca, oltre all’obbligo per ciascun neo-parlamentare di votare la fiducia ad un Presidente del Consiglio dei ministri indicato dal Movimento 5 Stelle.

Il tutto in evidente contrasto con la nostra Costituzione. Ma il punto che ci interessa è un altro e riguarda le modalità di selezione dei candidati sia per i collegi uninominali che per quelli plurinominali. Saranno davvero coloro che hanno ottenuto più voti alle parlamentarie quelli che poi troveremo indicati sulla scheda elettorale il 4 marzo? Nemmeno per sogno. Il nuovo Regolamento per le auto-candidature (che va letto insieme al nuovo Statuto) prevede che il Capo politico (Di Maio), sentito il Garante (Grillo), ha facoltà di valutare la compatibilità della candidatura con i valori e le politiche del Movimento, esprimendo addirittura un parere negativo vincolante (cioè obbligatorio) sull’opportunità di accettazione della candidatura, parere che può essere espresso fino alla data di deposito delle liste elettorali.

Con la particolarità che per i candidati dei collegi uninominali (che potranno essere espressione anche della cosiddetta società civile) saranno Grillo e Di Maio a provvedere alla loro collocazione in ciascun singolo collegio secondo il criterio della residenza,optando anche per candidati che avevano presentato la propria auto-candidatura per i collegi plurinominali, muovendoli così come pedine di uno scacchiere ad uso e consumo di opportunistiche esigenze elettorali.

Altro che democrazia diretta! Ma il vero nocciolo della questione è un altro: se un candidato ottiene tanti voti alle parlamentarie, maturando il diritto ad essere indicato sulla scheda elettorale, potrebbe essere escluso all’ultimo momento da una decisione presa unicamente da Grillo e Di Maio. Sarà infatti sufficiente essere «incompatibili» con i valori e le politiche del Movimento. In altre parole, basterà sostenere ad esempio che il referendum sull’euro è una sciocchezza per essere esclusi, pur avendo ottenuto tanti voti alle parlamentarie. Un’idea di democrazia non solo discutibile, ma apertamente contraria alle regole democratiche cui devono attenersi partiti e movimenti secondo quanto previsto dalla Costituzione.

Questo tipo di parlamentarie servono soltanto per dare una parvenza di democrazia interna ad un Movimento dove a decidere sono soltanto il Capo politico e il Garante, oltre ad una società di marketing che con le dinamiche della democrazia c’entra ben poco. Nel corso degli anni i 5 Stelle hanno sempre criticato i partiti patronali presentandosi come movimento di rottura e di democrazia diretta. Cinque anni di Palazzo e anche loro sono diventati come gli altri, forse anche peggio.

Fonte: qui

Check Also

L’ANATEMA DEL VICEPRESIDENTE DI FORZA ITALIA, ANTONIO TAJANI: “M5S E LEGA NON DURANO. SALVINI TORNI CON NOI” (Ma va là!)

Share this on WhatsApp “Il governo M5s-Lega non dura”. Il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani ha …

Lascia un commento