mercoledì,20 giugno, 2018
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LA RUSSIA AVREBBE TESTATO IL MISSILE SUPER-PESANTE SARMAT IL 27 DICEMBRE

La Russia avrebbe testato il 27 dicembre scorso il missile termonucleare super-pesante RS-28 Sarmat. Il test d’eiezione del primo stadio è avvenuto dal cosmodromo di Plesetsk, nella regione di Arkhangelsk, a circa 800 chilometri a nord di Mosca. Il Ministero della Difesa russo non ha ancora confermato ne smentito il primo test del Sarmat, posticipato cinque volte dal 2015. E’ stato il quotidiano russo Moskovsky Komsomolets a svelare i dettagli sul primo test di volo che sarebbe avvenuto con successo.

“Lanciamissili e primo stadio del sistema d’arma hanno completato con successo il test di volo. Dopo aver volato per decine di chilometri, il razzo è caduto nel raggio d’azione stabilito”.

Il test d’eiezione è necessario per validare il meccanismo che consente al razzo di lasciare il silo in sicurezza con avviamento del primo stadio del motore.

Il missile termonucleare super-pesante RS-28 Sarmat dovrebbe trasportare fino a quindici testate Mirv/Marv con configurazione variabile per una resa di 150 kt/ 1 Megatone. Dovrebbe entrare in servizio con sette reggimenti delle Forze Missilistiche Strategiche della Federazione Russa con prima consegna prevista nel 2020. Il primo stadio del motore del missile Sarmat è stato testato con successo nell’agosto del 2016: i problemi tecnici individuati in precedenza sarebbero stati risolti. Denominato PDU-99, dovrebbe essere una versione modificata del motore a razzo liquido RD-274 utilizzato sugli ICBM RS-36M. Non vi sono altre informazioni.

Il primo test di volo del Sarmat era stato fissato per il 2015. Le enormi dimensioni del missile hanno richiesto dei lavori di ristrutturazione dei silos che sono stati completati lo scorso anno presso il centro spaziale di Plesetsk, nel nord-ovest della Russia. I problemi riscontrati, ma non rivelati, riguardavano il prototipo. I russi continueranno a validare le caratteristiche in diverse prove reali così da evitare spiacevoli inconvenienti, come avvenuto per i missili UR-100: questi ultimi, messi già in servizio, si rivelarono incapaci di colpire obiettivi a lungo raggio per l’eccessiva vibrazione dello scafo che ne distruggeva la struttura.

La leadership del Paese si dimenticò di testare il missile alla sua massima gittata, autorizzando la produzione seriale di un sistema non in grado di colpire il bersaglio a lungo raggio. Il missile super–pesante termonucleare da oltre cento tonnellate a propellente liquido è in fase di sviluppo dal 2015 in risposta al sistema americano Prompt Global Strike. E’ destinato a sostituire l’intera linea deterrente formata dal sistema SS-18 Satan, il più grande missile balistico a propellente solido intercontinentale del mondo mai realizzato ed entrato in servizio nel 1967. Il Sarmat ha un’autonomia stimata di oltre dodicimila km. È stato progettato per raggiungere Mach 20 e rilasciare dieci testate pesanti o quindici leggere a rientro multiplo indipendente su traiettorie circumpolari. Probabilmente, quando entrerà in servizio sarà dotato esclusivamente di testate Marv.

Russia: il Programma 4202

Il Sarmat, ritenuto due volte più leggero dell’RS-36M, sarà anche utilizzato come vettore per il Programma 4202 che prevede lo sviluppo di sistemi HGV, Hypersonic Glider Vehicle. Proprio l’RS-28 dovrebbe essere armato con il sistema Yu-74, già testato da Mosca sui missili balistici intercontinentali RS-18A.

I sistemi HGV del Programma ipersonico 4202 sono regolarmente testati dalla base missilistica di Dombarovsky, nella regione di Orenburg (qualsiasi sistema d’arma che raggiunge o supera una velocità superiore a Mach 5 è considerata ipersonica). Ogni aliante ipersonico Yu-74 è concepito per essere armato con una testata nucleare, probabilmente da 750 kilotoni. Un singolo Sarmat può trasportare fino a 24 alianti ipersonici Yu-74 in grado di eludere qualsiasi sistema di difesa esistente. E’ una precisazione superflua, ma necessaria: nessun sistema missilistico di difesa (USA/Russia) potrebbe azzerare un attacco di saturazione di una potenza nucleare. L’attuale tecnologia non è semplicemente in grado di arrestare un massiccio attacco missilistico. Il programma BMD statunitense ad esempio: è stato progettato per sperare di intercettare una manciata di missili provenienti dall’Iran o dalla Corea del Nord. Non esiste uno scudo di difesa antimissile in grado di azzerare una minaccia stratificata di proiezione lanciata da una potenza nucleare. Ed è un dato inconfutabile.

Il regime ipersonico

Un giorno, le piattaforme ipersoniche riscriveranno il modo stesso di concepire una difesa antimissile. La rilevazione iniziale, il tracciamento e la soluzione di fuoco richiede comunque del tempo (parliamo sempre di secondi) che però potrebbero essere troppi considerando il regime ipersonico. La contromisura anti-balistica per le testate a rientro convenzionale è ben nota e si basa sul calcolo della traiettoria di discesa attraverso l’atmosfera delle testate multiple indipendenti.

Il problema dell’elevata velocità di rientro è stata aggirata preventivamente, con l’impiego di missili intercettori progettati per distruggere le testate multiple indipendenti prima della loro fase di rilascio. La velocità ipersonica annulla tale fase critica, rientrando nell’atmosfera in planata ad altissima velocità ed avvicinandosi all’obiettivo con una traiettoria relativamente piatta.

Sia il Sarmat che il Satan sono più potenti dei Minuteman Usa che resteranno in servizio almeno fino al 2030 con una serie di aggiornamenti. Le divisioni equipaggiate con il Sarmat, che sostituirà dopo 28 anni il sistema R-36M2 Voyevoda, saranno in servizio deterrente nel Territorio di Krasnojarsk, in Siberia orientale e nella regione di Orenburg, negli Urali del sud. L’R-36M2 Voyevoda resterà in servizio fino al 2022.

Fonte: qui

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