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CAPODANNO A NAPOLI, NON SOLO BOTTI: MINORENNI IN OSPEDALE PER COMA ETILICO – VIDEO

A Napoli come a Raqqa: e il day after del Capodanno 2017-2018 presenta i conto di danni e feriti, di rischi solo schivati e di una festa che, come a Roma e in moltissime altre città si è fatta beffa dell’ordinanza anti-botti che i comuni hanno emanato a profusione in vista dei festeggiamenti dell’ultimo dell’anno.

Capodanno a Napoli: il bollettino di guerra

E allora, è di di 35 feriti il bilancio dei festeggiamenti per il Capodanno tra Napoli e provincia: il più piccolo ha appena 8 anni ed è stato ferito alla mano destra per lo scoppio di un petardo. Non solo: un 12enne è stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco mentre era semplicemente affacciato al suo balcone quando ancora non era mezzanotte a  San Giovanni Barra, alla periferia di Napoli. Ferito alla gamba, il ragazzo non è grave, così come il bimbo colpito alla mano: sono feriti che si aggiungono a quello che è ormai sempre di più un bollettino di guerra invece che quello che dovrebbe essere: il racconto di una serata di festa.

Sul ferimento del 12enne, secondo quanto riporta un’ultim’ora del sito dell’Ansa, e secondo quanto ricostruito da «Michele Spina, primo dirigente della Polizia di Stato che coordina le volanti, sarebbe stato un gruppo di ragazzini, a bordo di moto, a sparare; al vaglio anche l’ipotesi di una possibile stesa». Ma nel dettaglio, il report del day after, solo a Napoli e provincia, fa impressione.

Sempre secondo il sito Ansa, allora: «22 le persone ferite per lo scoppio di botti e 13 in provincia. Un 23enne ha perso due dita della mano destra mentre un 27enne di Castel Volturnorischia di perdere l’occhio destro. Un 52enne di Casavatore è stato ricoverato per lesioni al braccio e alla nuca mentre un 49enne di Portici ha riportato ustioni su diverse parti del corpo». E non può essere consolatorio pensare che, «complessivamente, il numero di feriti è in calo rispetto allo scorso anno quando il bilancio fu di 46 persone».

Una notte da sballo tra alcol e droga: moti minorenni in ospedale

Ma non è solo il diktat del Comune infranto in piena regola a Napoli e provincia a destare scalpore – anche perché a Roma e in moltissime altre città del Belpaese è accaduta la stessa, identica cosa – quel che davvero incide e aggrava la situazione è quanto riportato nelle prime ore del mattino in un’intervista rilasciata a Sky tg 24 dai vertici sanitari del Cardarelli di Napoli, secondo cui intorno alla mezzanotte e nelle ore successive ancora di più, si sono smessi di contare i ricoveri all’accettazione di ragazzini poco più che tredicenni arrivati in pronto soccorso in coma etilico o per problemi legati all’assunzione di cocaina, segni di una notte da sballo che ha investito la Napoli bene e la provincia, coinvolgendo vittime inquietantemente sempre più giovani e spregiudicate.

Coma etilico, in aumento i casi tra i giovanissimi

E se, statistiche alla mano, sarebbero in diminuzione i feriti dall’esplosione di fuochi d’artificio, sono minacciosamente in aumento i casi di coma etilico per i giovani sotto i 20 anni. A tracciare il bilancio della notte di Capodanno al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli è in particolare il direttore sanitario Franco Paradiso, che parla di «notte impegnativa per tutto lo staff del pronto soccorso». Il bilancio dei feriti è decisamente «al di sotto della media», spiega il dottor Paradiso.

Al pronto soccorso del Cardarelli sono stati affrontati due casi di ferimento da botti agli occhi e due alla mano destra con amputazione traumatica di falangi. Viene però rilevato un aumento di casi di coma da alcol etilico per i giovani sotto i 20 anni: sono stati ben 20 i casi nella notte di San Silvestro. Il direttore generale del Cardarelli, Ciro Verdoliva, ringrazia «tutto il personale che come sempre ha garantito assistenza, producendo uno sforzo straordinario anche durante questa fine dell’anno. Ancora una volta, il Cardarelli si è mostrato all’altezza del compito».

Negli ospedali napoletani, sottolinea Il Mattino, i casi di coma etilico trattati sono stati oltre cento. Un fenomeno in aumento dunque ( e non solo a Napoli) che allarma soprattutto per la giovane età dei soggetti coinvolti.

Fonte: Qui

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