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BECCHI: M5S, LA DEMOCRAZIA DAL BASSO ARRIVA ORA DALL’ALTO DEI CIELI.

La campagna elettorale è appena iniziata. Nemmeno il tempo di mettere la parola fine alla legislatura che arrivano le prime idee.

In caso di premier M5S gli eletti hanno l’obbligo di votargli sempre la fiducia in Parlamento. Niente incarichi a conviventi e parenti fino al secondo grado e multa di 100mila euro da pagare entro dieci giorni per chi, a un certo punto, decide di cambiare casacca o viene espulso perché non più in linea con i valori del Movimento. Obbligatoria per tutti gli iscritti la rendicontazione, mentre zero pretese su rimborsi e trattamento pensionistico privilegiato (leggi vitalizio, cavallo di battaglia del M5S). Candidabili anche gli indagati.

Con un post sul blog di Beppe Grillo dal titolo “È ora di pensare in grande, nuovo Statuto e regole per le candidature”, il capo politico, Luigi Di Maio, annuncia la rivoluzione pentastellata per l’anno che verrà. Una svolta che, nei sogni dei grillini, deve coincidere con la presa di Palazzo Chigi e l’incoronazione di Luigino premier, ma anche, nonostante le smentite di Davide Casaleggio, con la trasformazione da non-partito a partito, con tanto di sede e alleanze con altre forze perché per governare contano i numeri altrimenti si resta all’opposizione. In sintesi: ok a inciuci.

Dunque da ieri e fino al 3 gennaio la galassia grillina è chiamata a presentare le proprie candidature per le Parlamentarie a cui lo stesso Di Maio si sottoporrà per evitare di sembrare il candidato imposto dall’alto. Il voto si svolgerà a metà gennaio secondo le modalità previste dal Regolamento e i tempi saranno pubblicati sul sito. Intanto i dettagli: «Tutti gli attuali iscritti per potersi candidare e partecipare alle votazioni devono iscriversi alla nuova

Associazione MoVimento 5 Stelle. Non è necessario fare una nuova iscrizione, è sufficiente fare login al MoVimento 5 Stelle con le proprie credenziali di accesso ed entrare nella pagina di modifica del profilo. Coloro che non si sono mai iscritti al M5S, possono aderire alla nuova Associazione e presentare l’autocandidatura».

Rimane la regola del doppio mandato, pur tra i mugugni di tanti attivisti e consiglieri locali che speravano in una deroga. Il capo politico resta in carica non più di dieci anni e potrà essere sfiduciato dal Garante, cioè da Grillo, l’unico del M5S a tempo indeterminato.

Il fondatore, spiega Di Maio, ha il potere di «interpretazione autentica, non sindacabile, delle norme dello Statuto», il che significa che decide lui in maniera assoluta sugli iscritti, resta il re del Vaffa e come tale spetta a lui solo alzare il pollice o abbassarlo nei casi controversi di iscritti toccati da avviso di garanzia. Uno dei punti del Codice etico recita infatti: «Gli indagati potranno candidarsi a meno che, nell’inchiesta in cui sono coinvolti, non emergano elementi idonei a far ritenere la condotta lesiva dei valori, principi o dell’immagine del M5S, a prescindere dall’esito e dagli sviluppi del procedimento penale accettando le determinazioni che gli Organi dell’Associazione a ciò deputati riterranno di esprimere». Una frase che suona come un aiutino per i vari sindaci raggiunti da avvisi di garanzia (dalla Raggi a Nogarin a Chiara Appendino).

Oltre a Grillo, come in ogni partito che si rispetti, c’è un Comitato di garanzia (composto da Vito Crimi, Carlo Giovanni Cancelleri e Roberta Lombardi) e un Collegio dei probiviri (Nunzia Catalfo, Paola Carinelli e Riccardo Fraccaro), tutti ortodossi e molto vicini al leader.

Chi sarà eletto verserà un contributo di 300 euro al mese «per la complessa struttura del web», ovvero per le «piattaforme tecnologiche che supportano l’attività dei gruppi e dei singoli parlamentari». Per gli onorevoli uscenti che intendono riprovarci alla Camera l’età non sarà più un problema (ammessi anche gli over 40). Chi viene espulso deve anche dimettersi da cariche ottenute grazie al Movimento (e qui il riferimento è al sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, che invece è rimasto in sella anche da ex).

Fissati i nuovi paletti, ora comincia la carica degli aspiranti parlamentari stellati. Per Di Maio è «un giorno storico» e lancia l’appello «a tutti i cittadini di grande competenza ed esperienza, che sono stati esclusi dalla cosa pubblica perché al loro posto venivano piazzati i burocrati di partito. Iscrivetevi al MoVimento, venite con noi per per cambiare il Paese». Ma occhio che, se non siete d’accordo e volete mollare, c’è la penale da 100mila euro, anche se la Costituzione non impone il vincolo di mandato.

Fonte: qui

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