martedì,23 ottobre, 2018
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L’ULTIMA NOVITA DALLA CALIFORNIA: DAL 1° GENNAIO ARRIVA LA MARIJUANA A SCOPO RICREATIVO

Ancora pochi giorni e in California la marijuana “ricreativa” sarà legale. Così come è già in Colorado, Oregon, Nevada, Alaska, Washington, Maine e Massachusetts e a Washington Dc.

Cosa cambia? Di fatto si estende la legalizzazione, che esisteva già per motivi medici dal 1996.

Le nuove regole cosa prevedono

La marijuana non sarà venduta tra le 22.00 e le 6 del mattino. Per acquistarla bisogna avere 21 anni. Per venderla occorre una licenza statale (chi ne ha già una per uso medico deve richiederla per uso ricreativo). Le rivendite non possono operare se troppo vicine alle scuole (distanza minima 200 metri), ed è obbligatoria un’ttività di sorveglianza 24 ore su 24. Necessario chiarire subito che l’erba non si può fumare ovunque. Nei luoghi dove il fumo è vietato, il divieto varrà anche per la marijuana, e non si potrà fumarla in automobile.

Da gennaio la California introdurrà una tassa del 15% su ogni acquisto di un prodotto a base di cannabis. Tra tasse statali e locali il consumatore potrebbe finire col pagare una tassa pari al 45% del totale. Lo stato della California stima di raccogliere circa 1 miliardo di entrate fiscali all’anno per la marijuana a scopo ricreativo.

Scontro politico con Washington

A livello federale la marijuana resta vietata. Da Washington il ministro della Giustizia, Jeff Sessions, mette subito le mani avanti, dicendo che i singoli Stati possono approvare quello che vogliono “ma io non credo all’uso medico della marijuana e continuo a non vedere l’utilità di poterla comprare in ogni negozio di alimentari all’angolo della strada”. La Casa Bianca è contrari alla legalizzazione, così come contrari sono i repubblicani, anche se il fronte del no è tuttaltro che compatto. Basti pensare, infatti, che uno dei più accesi fautori della legalizzazione era l’economista liberale Milton Friedman, premio Nobel nel 1976.

Lo scontro tra pro e contro la legalizzazione va avanti da anni, senza esclusione di colpi. Il finanziere George Soros da sempre sostiene le campagne pro legalizzazione, convinto in questo modo di togliere soldi facili alla criminalità organizzata. Ma la guerra non è solo politica ma anche culturale, oltre che economica. Secondo una stima recente il mercato nero della marijuana vale circa 13,5 miliardi di dollari, mentre quello legale, appena nato, ne vale 5,1 miliardi. Il rischio, è inutile nasconderlo, è che la criminalità anziché uscire dal giro della cosiddetta droga leggera approfitti dei nuovi mercati legali per buttarsi a capofitto in questo nuovo potenziale business.

Fonte: qui

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