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POI LE ONG PRELEVANO 1200 MIGRANTI IN 48 ORE: 240 SAREBBERO MINORENNI #Stopinvasione

Un gommone dietro l’altro, più di 1200 migranti partiti dalla Libia soccorsi in 48 ore, 600  sbarcheranno domani a Palermo dalla nave umanitaria Aquarius di Sos Méditerranée, la nave dei minori visto che a bordo in 240 hanno meno di 18 anni.

Sono di nuovi giorni e notte di soccorsi convulsi nel Mediterraneo dopo che la liberazione di circa 6000 migranti detenuti nei centri controllati dai trafficanti da parte delle milizie governative ha provocato una corsa alle partenze da parte di chi è nelle condizioni di salire su una imbarcazione qualsiasi.

“Alla Aquarius -raccontano da bordo della nave della Ong –  è stato chiesto di intervenire in 7 operazioni in 36 ore: cinque salvataggi e due trasferimenti, prima a est di Tripoli, poi a ovest, poi di nuovo a est. Grazie alla professionalità delle squadre dei soccorritori e alle condizioni metereologiche clementi, le operazioni di salvataggio si sono svolte senza problemi.

Tutte le persone che si trovavano in serio pericolo su imbarcazioni di fortuna in mare aperto, ora sono al sicuro a bordo della Aquarius”, ha commentato Madeleine Habib,coordinatrice Sar (Search and Rescue) di Sos Méditerranée.

Tutte le operazioni di salvataggio e di trasbordo sono state coordinate dalla centrale della Guardia costiera di Roma. Al termine delle operazioni sono in totale 606 le persone a bordo della nave Aquarius che ora sta facendo rotta verso Nord e raggiungerà Palermo, il “porto sicuro” domani mattina.

Altissimo il numero dei bambini e dei ragazzini. Un naufrago su tre è un minore. A operazioni concluse, a bordo della nave Aquarius si contano 241 bambini e adolescenti, 178 dei quali non accompagnati, un record assoluto.Undici donne incinte, di cui due al nono mese di gravidanza, e un neonato di appena una settimana sono stati subito presi in carico dalla ostetrica di MSF, partner medico di Sos Méditerranée sulla Aquarius. Diversi naufraghi presentano sintomi di malnutrizione e appaiono provati dalla prolungata mancanza di cure, un giovane porta i segni di ferite da arma da fuoco e da machete.

Numerose donne di origine subsahariana hanno dichiarato di essere state ripetutamente vittime di violenze sessuali e di essere state imprigionate per diversi mesi.
I naufraghi soccorsi martedì e mercoledì provengono da più di 15 Paesi differenti: Siria, Egitto, Mali, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Sudan, Marocco, Somalia, Eritrea, Senegal, Camerun, Nigeria, Liberia, Etiopia, Algeria, Ghana, Benin, Gambia, Yemen.

Diverse famiglie arrivano dalla Siria. Drammatici i loro racconti. “Siamo fuggiti dalla Siria e siamo arrivati in Libia nel 2012. Ho lavorato nel settore delle costruzioni in Siria e in Libia ho continuato. Ma ora in Libia non è più possibile accedere agli ospedali e ai servizi, non c’è più l’economia, non ci sono più soldi, né lavoro. Tutto ormai ruota intorno al racket e al traffico di esseri umani: a seconda della tua nazionalità ti viene chiesta una certa somma di denaro”, ha spiegato un siriano di circa sessant’anni . “In Libia, se vedono Siriani dicono” dammi i soldi”. Mi hanno rubato la macchina. È diventato impossibile vivere laggiù. È uguale per tutti gli stranieri, se non sei libico non sei niente. Non ho avuto altra scelta: il mio passaporto era scaduto,era il mare o la morte”, ha continuato il testimone siriano che desidera chiedere asilo in Germania, dove si trova una parte della sua famiglia.

“Abbiamo tentato la traversata tre volte. Ma la prima volta la barca è quasi affondata, la seconda volta il tempo era troppo brutto e dei pescatori ci hanno consigliato di tornare sulla costa altrimenti saremmo morti in mare, la terza volta era questa. I trafficanti ci hanno dato una bussola e ci hanno detto: se andate in questa direzione arrivate a Malta. Se andate in questa direzione arrivate a Venezia. Se andate in questa direzione arrivate in Andalusia”. Ha aggiunto ancora il naufrago siriano, che assicura che la barca è partita da Garabulli, a Est di Tripoli.

Valeria Calandra, presidente di Sos Méditerranée, rinnova l’appello ai governi europei perchè si predisponga un adeguato assetto di navi di soccorso nel Mediterraneo. “Le diverse operazioni di salvataggio effettuate dalla Aquarius in queste ultime ore su una vasta area marittima dimostrano che la crisi umanitaria nel Mediterraneo centrale continua o addirittura peggiora – dice -. Gli uomini, le donne e specialmente i tanti bambini salvati in mare scappano dal caos e dal clima di insicurezza e di violenza generalizzata in Libia. In mancanza di un’alternativa sicura, non hanno altra scelta che tentare la traversata del tratto di mare più mortale al mondo.

Sos Méditerranée non può che interpellare di nuovo le autorità nazionali ed europee sulla necessità urgente di mobilitazione di imbarcazioni di salvataggio nel Mediterraneo per intervenire in tempo, prima che le imbarcazioni di fortuna si rompano e affondino, non lasciando alcuna possibilità sopravvivenza ai loro passeggeri”.

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