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#BARCELLONA, LA PISTA ITALIANA: PERQUISIZIONI ANCHE A ROMA, SI TEME UNA CELLULA ISLAMISTA A VITERBO

Roma I collegamenti tra Driss Oukabir, fratello di Moussa, l’attentatore di Barcellona ucciso nei giorni scorsi e accusato di aver guidato il furgone che ha ucciso numerose persone sulla Rambla e l’Italia sono sempre più sotto la lente di ingrandimento degli investigatori.

C’è una pista particolare che viene battuta, quella che porta a Viterbo, dove Driss, nel 2014, era stato ospite di Silvia Acciaresi, impiegata, oggi sposata e con figli, con la quale inizialmente si diceva l’uomo avesse avuto un flirt. Sono le discordanze nelle dichiarazioni della donna a far pensare. In due diverse interviste, infatti, la stessa ha dichiarato prima di aver conosciuto Driss durante un viaggio a Barcellona, nella seconda di essere stata amica di Fatima, la mamma del giovane arrestato e di averlo incontrato su consiglio di quest’ultima.

L’uomo, per certo, era stato alcuni giorni a Viterbo, presumibilmente in un bed and breakfast. La Acciaresi ha raccontato agli uomini della Digos, a cui la pm Tiziana Cugini, titolare del fascicolo aperto sulle vittime italiane, ha affidato l’indagine sul viaggio del presunto jihadista, che lo stesso era venuto in Italia per cercare lavoro, ma non avendolo trovato aveva fatto rientro in Spagna.

Secondo fonti vicine alla polizia, però, nelle carceri di Viterbo, spesso destinate al fine pena, avvengono diversi contatti tra imam e musulmani che, poi, vengono radicalizzati. Le cronache citano di alcuni casi di espulsioni proprio dalla città laziale. A marzo scorso fu rimpatriato un 29enne che inneggiava ai terroristi islamici, anche lui marocchino come Driss. Ma c’è anche il caso di un sedicente cittadino libico, Karim Sassi, segnalato quale soggetto radicalizzato in seguito ai dettami impartiti da un ex detenuto tunisino. A gennaio scorso Hmidi Saber fu arrestato perché affiliato ad Ansar Al-Sharia.

Era passato anch’egli per il carcere di Viterbo, dove peraltro c’è una nutrita comunità musulmana legata al centro di preghiera islamica di via Garbini. Insomma, si punta a capire se proprio in quella città possano esservi contatti dell’attentatore legati al mondo del terrorismo islamico. Peraltro, sul profilo Facebook, poi oscurato, di Driss Oukabir, gli inquirenti non si sono lasciati sfuggire alcuni contatti con italiani, su cui sia Ros che Antiterrorismo stanno indagando in queste ore. A Roma, intanto, si stanno mettendo in atto numerose perquisizioni per capire se vi siano soggetti in qualche modo legati agli attentatori di Barcellona, in modo particolare all’imam Abdelbaky El Satty, considerato la mente della strage.

Fonte: qui

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