BIKINI, L’ATOLLO DEI MIRACOLI: A 70 ANNI DALL’ATOMICA LA VITA TORNA A CRESCERE

L‘atollo Bikini è “risorto“. Su questo isolotto tra gli anni ’40 e ’50 si è concentrato il 15% dei test atomici.

Un rapporto Onu del 2012 ha definito la contaminazione delle isole “praticamente irreversibile” e qui è vietato vivere.

Peccato che un gruppo di biologi marini dell’università di Stanford ha scoperto che nel cratere creato dalla deflagrazione più devastante (1.100 volte più di Hiroshima) pullulano pesci e coralli.

Insomma, la vita è riesplosa. Altroché bombe.

Il “miracolo”, riporta Repubblica, è diventato un documentario della serie Big Pacific trasmesso il 28 giugno dal canale Pbs. I coralli sono cresciuti fino a tre-quattro metri di ampiezza, con rami di 30 centimetri di diametro.

Nella scogliera nuotano squali e tonni e i granchi che mangiano noci di cocco radioattive non mostrano segni di deformazioni, a differenza di alcuni animali che sono tornati a Chernobyl.

“Studiando come i coralli sono riusciti a ripopolare un cratere così radioattivo, speriamo di scoprire come il Dna riesce a mantenersi intatto e riparare se stesso” ha spiegato Stephen Palumbi, professore di scienze marine e leader della missione.

Insomma, l’atollo potrebbe nascondere preziose informazioni su cancro e mutazioni genetiche.

“Evidentemente aggiunge Palumbi – questi organismi hanno una capacità particolare nel contrastare le mutazioni del Dna e nell’evitare gli errori che di solito avvengono durante la duplicazione della doppia elica. La nostra speranza è imparare qualcosa di utile per la lotta al cancro”.

Fonte: Qui

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