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#BASTABUFALE: USI IL SERVIZIO “SCOPRI CHI GUARDA IL TUO PROFILO FB”? LASCIA PERDERE: È UN FAKE

Negli ultimi giorni sta circolando su Facebook l’invito a un servizio che, con un semplice click, permetterebbe agli utenti di scoprire chi sta visualizzando il proprio profilo.

In realtà si tratta di un fake, di un espediente per ottenere visualizzazioni e per “rubare” anche dati personali: attraverso la scusa del premere invio/enter, infatti, si autorizzano siti sconosciuti ad accedere alla nostra privacy senza nemmeno accorgersene e, involontariamente, si installa anche un’applicazione.

Il post che sta girando sul social network recita: “Con i più recenti cambiamenti a Facebook dal 25 giugno 2017, è ora possibile vedere una lista dei visitatori del tuo profilo! Il servizio sarà lanciato ufficialmente a ottobre 2017, ma puoi già controllare la tua lista di visitatori seguendo alcuni semplici passi!”

In realtà non c’è nulla di vero: a smascherare la bufala è stato il sito Butac, che ha seguito il procedimento indicato sul social network. Cliccando sul link riportato sul post, si viene dirottati su una pagina che sembra Facebook, ma che riconduce ad un dominio italia.faceview. pro, dove si viene invitati a cliccare su schermate che richiamano in tutto e per tutto la grafica del popolare social network.

Si parte da un primo annuncio che invita a cliccare per continuare a leggere. Premendo “Continua”, poi, si apre una seconda finestra, sempre a tema Facebook, che riporta su siti registrati in forma anonima.

A quel punto si viene invitati a premere due volte “Enter” sulla tastiera. Si tratta di un trucco con finalità prettamente commerciali: mentre l’attenzione è focalizzata dai messaggi a centro schermo, che non chiedono d’interagire via mouse ma premendo un tasto fisico, non ci si accorge che, nel frattempo, appare una seconda finestra nell’angolino in basso a destra e l’enter premuto non agisce su quella che sembra essere la pagina in primo piano, ma su un’altra nascosta.

Con il trucco dei click su “Enter”, in pratica, si danno involontariamente permessi di autorizzazione ad accedere alla propria bacheca e a ricevere le informazioni del profilo pubblico.

La procedura è lunga: dopo svariati click, si arriva finalmente a un presunto elenco di utenti che hanno visualizzato la bacheca, ma che è possibile scoprire solamente attraverso un’altra serie di clic che nel frattempo riportano a siti di clickbaiting sconosciuti.

Questo lungo iter, oltre ai rischi che comporta, non fa altro che aggiungere gli utenti che cadono nella trappola agli utilizzatori di un’app che è legata proprio alla gestione dei contenuti.

Fonte: Qui

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