martedì,20 novembre, 2018

LA UE SI SPACCA SUI MIGRANTI: POLONIA, UNGHERIA, SLOVACCHIA E REP. CECA SI ALLEANO CONTRO LE MINACCE DI BRUXELLES

Il ministro dell’Interno polacco, Mariusz Blaszczak, ha annunciato che i governi di Polonia, repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, hanno rifiutato qualsiasi sanzione imposta da Bruxelles ai Paesi che non accetano i rifugiati – ovvero i richiedenti asilo che a orde di decine di migliaia al mese stanno invadendo ad esempio l’Italia – e ha insistito che il sistema di ricollocamenti dei richiedenti asilo ha un effetto ‘chiamata’ invogliando trafficanti e masse di africani senza alcun diritto d’accoglienza in Europa a continuare a invaderla.

“Crediamo che il ricollocameno di rifugiati abbia un effetto ‘chiamata’ e servirà solo ad attirare nuovi flussi di migranti in Europa”, ha ribadito Blaszczak a seguito di una riunione con gli omologhi del gruppo di Visegrad, alleanza tra Slovacchia, repubblica Ceca, Ungheria e Polonia.

“Stiamo parlando con un’unica voce”, per quanto riguarda l’emergenza migranti in Europa: “affronteremo in modo solidale a qualsiasi sanzione che possa arrivare dall’Unione europea come rappresaglia per non voler accogliere parte dei richiedenti asilo arrivati sulle coste di Italia e Grecia negli ultimi anni”, ha concluso il ministro Polacco.

“Siamo coscienti che la Commissione europea preveda minacce contro i nostri Paesi ma siamo solidali tra noi”, ha aggiunto.

Inoltre, Blaszczak ritiene “privi di fondamento e infondati” ogni tentativo di punire le nazioni del Gruppo di Visegrad per il loro rifiuto ad accettare i rifugiati, “dato che la politica di sicurezza è di competenza nazionale e non comunitaria”. E come ministro della Polonia, la sua missione è quella di evitare una situazione di insicurezza causata dagli attacchi terroristici come quelli avvenuti in Francia, Germania o in Belgio.

Secondo il gruppo di Visegrad, il meccanismo di ricollocamenti progettato da Bruxelles “non funziona”, perché si prevede la divisione tra i paesi dell’UE di 160mila persone e alla fine dello scorso maggio ne erano state trasferite solo 20mila, il che dimostra che non solo i paesi del Gruppo di Visegrad e l’Austria non hanno accolto i richiedenti asilo, ma anche tutti gli altri stati Ue.

Il politico polacco ha difeso l’opportunità di “aumentare gli sforzi” per assistere le vittime dei conflitti nei paesi limitrofi e non all’interno del territorio europeo.

Fonte: qui

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